In questi giorni non si faceva fatica a vedere il display di un distributore italiano segnare oltre 2,3 euro al litro per il gasolio. Ma in questi giorni il prezzo del petrolio scende: mentre scrivo il Brent perde il 2% e scivola sotto i 102 dollari al barile. Chi fa il pieno si aspetta che costi un po’ meno ma non succede.
La domanda è semplice: se il petrolio scende, perché il carburante no? La risposta comincia in raffineria, non al distributore. Il greggio, da solo, non entra nel serbatoio. Va trasformato - e in queste settimane trasformarlo costa più che mai. Il differenziale tra il prezzo del gasolio e quello del petrolio grezzo, quello che gli operatori chiamano crack spread, ha superato per la prima volta i 100 dollari al barile a metà agosto. Il primo settembre ha toccato un record assoluto: 106 dollari. Il differenziale che confronta tre barili di greggio con due di benzina e uno di gasolio - il 3-2-1 del NYMEX - è arrivato a 72 dollari, mai così alto. [...]
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