Ed Yardeni è uno dei nomi più seguiti di Wall Street. Dagli anni Novanta guida la propria società indipendente di ricerca sui mercati, Yardeni Research, dopo esperienze in importanti case d’affari statunitensi ed è da tempo tra gli strategist più esplicitamente rialzisti della piazza newyorkese, al punto da mantenere un obiettivo di 10.000 punti per l’S&P 500 entro la fine del decennio. Proprio perché il suo posizionamento di base è ottimista, quando Yardeni invita alla cautela il mercato tende ad ascoltare.
Il 15 settembre, nella nota "Proceed With Caution" pubblicata sul suo servizio Yardeni QuickTakes, Yardeni e il collega Elias Griepentrog hanno abbassato l’obiettivo di fine 2026 per l’S&P 500 da 8.400 a 7.900 punti, spostando il precedente target di 8.400 alla metà del 2027. La revisione nasce dal multiplo utilizzato nel calcolo: il rapporto prezzo/utili atteso a fine anno scende da 19,8 a 18,6 volte, per effetto della risalita dei rendimenti obbligazionari Usa (il decennale è tornato sopra il 5%) e del petrolio, salito oltre i 100 dollari al barile per le tensioni in Medio Oriente. Nella stessa nota gli autori scrivono di aver abbassato "le probabilità soggettive" attribuite al loro scenario di base, i cosiddetti Roaring 2020s, "dall’80% al 70%". [...]
Questo articolo è riservato agli abbonati
Sostieni il giornalismo di qualità, abbonati a Money.it
Accedi ai contenuti riservati
Navighi con pubblicità ridotta
Ottieni sconti su prodotti e servizi
Disdici quando vuoi
Sei già iscritto? Clicca qui
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Commenta: