Philip R. Lane è capo economista e membro del Comitato esecutivo della Banca Centrale Europea dal 2019, è lui a coordinare le proiezioni macroeconomiche che il Consiglio direttivo usa per decidere sui tassi, e le sue parole orientano le attese di mercato più di quelle di quasi tutti gli altri membri del board, Christine Lagarde esclusa. Il 10 settembre la BCE ha alzato per la seconda volta nel 2026 i tassi di interesse, portando il tasso sui depositi al 2,50% (dal 2,25% di giugno), proprio per rispondere alla spinta inflazionistica innescata dai rincari energetici.
In un’intervista al quotidiano svizzero Le Temps, Lane ricostruisce due ondate di rincari energetici nel corso dell’anno: la prima tra marzo e aprile, poi un’attenuazione temporanea dopo il memorandum Usa-Iran del 17 giugno, infine una nuova impennata con la ripresa del conflitto. La sua valutazione è netta: "ci aspettiamo che lo shock energetico duri più a lungo di quanto avevamo previsto a marzo". E sulle conseguenze per i prezzi: [...]
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