Con l’11,5% dei flussi mondiali calcolati dall’Unctad la Cina torna seconda al mondo, ma con una composizione profondamente cambiata, visto che le acquisizioni transfrontaliere sono scese del 40,3% a 15,34 miliardi, il livello più basso dal 2008, e valgono appena il 6,4% dei flussi contro oltre il 20% degli anni precedenti al 2019.
I controlli sulla sicurezza nazionale introdotti da Stati Uniti e Unione europea hanno chiuso le porte alle grandi operazioni nelle economie avanzate. Gli investimenti verso gli Stati Uniti sono crollati del 71,3% a 1,91 miliardi, quelli verso l’Europa sono cresciuti del 4,4%, meno della media, mentre l’Asia ha raccolto l’82,9% del totale. Anche in Asia emergono frizioni, perché i flussi verso i paesi Asean sono calati del 10,4% per effetto delle misure contro le triangolazioni commerciali, e quelli verso l’Africa del 31,8%. Crescono invece i servizi informatici e il software, saliti dell’88,3% oltre i 10 miliardi sulla spinta dell’intelligenza artificiale. Le fabbriche cinesi all’estero lavorano sempre più come centri di assemblaggio alimentati da componenti e macchinari spediti dalla madrepatria e nel 2025 hanno generato 234,3 miliardi di dollari di esportazioni cinesi. Niente male! [...]
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