Il mercato obbligazionario italiano ha aperto la giornata sotto pressione, ma l’origine della tensione è a Washington, non Roma. Ieri il rendimento del Treasury decennale statunitense è salito al 5,13%, il livello più alto dal luglio 2007 e il maggior rialzo giornaliero da maggio, spinto da un mix di fattori: il dollaro in rafforzamento, il petrolio tornato sopra i 100 dollari al barile, dati Pmi Usa che segnalano pressioni sui prezzi più forti delle attese e le parole del membro del board della Federal Reserve Michael Barr, secondo cui sarebbe necessario un ulteriore rialzo dei tassi per contenere l’inflazione.
L’onda lunga dei rendimenti Usa si è trasmessa ai titoli di Stato europei. Lo spread BTP-Bund a 10 anni si è allargato ieri sera a 95,4 punti base, e oggi viaggia poco sopra i 96 punti base, con il BTP al 4,5% e il Bund al 3,55%. [...]
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