Con il rendimento del BTP decennale già risalito al 4,56% e lo spread contro il Bund tedesco che ha toccato quota 96 punti base ai massimi da marzo, ci si chiede se la pressione crescente sui titoli di Stato italiani rappresenti una semplice correzione tecnica o l’inizio di un movimento più strutturale che potrebbe spingere il differenziale verso soglie che non si vedevano da anni.
Se i Treasury americani a 10 anni hanno già superato il 5,12%, trascinando al rialzo i rendimenti sovrani di tutto il mondo inclusi i Bund tedeschi, il rischio concreto è che l’Italia, con il suo debito pubblico tra i più alti d’Europa, si trovi a subire una pressione doppia: quella globale sui tassi e quella specifica del premio di rischio che il mercato richiede per detenere carta italiana. [...]
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