Chi ha acquistato titoli di Stato italiani e/o europei con scadenze molto lontane - trent’anni, quaranta, in alcuni casi oltre - negli anni in cui i tassi erano ai minimi storici, si trova oggi a fare i conti con un valore di mercato di quei titoli che è sceso, a volte in modo marcato, mano a mano che i tassi sono risaliti. Una situazione diffusa tra i risparmiatori italiani che hanno costruito portafogli obbligazionari negli ultimi dieci-quindici anni.
Lo sappiamo, il prezzo di un titolo obbligazionario si muove in direzione opposta ai tassi di interesse, quindi quando i tassi salgono, il prezzo dei titoli già emessi scende, perché il mercato può ottenere nuove emissioni con cedole più alte e chi vuole vendere un titolo vecchio deve renderlo interessante abbassandone il prezzo. Quanto è forte questo movimento dipende dalla duration del titolo, una misura che tiene conto sia della scadenza sia del flusso delle cedole. Più la scadenza è lontana, e più basse sono le cedole rispetto al valore nominale, più alta è la duration e più il prezzo reagisce ai movimenti dei tassi. [...]
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