Il taglio delle stime di margine operativo 2026 (al massimo 1%, dal 4-5,5% precedente) comunicato da Volkswagen il 18 settembre, insieme alla svalutazione da 6 miliardi di euro su Porsche e all’uscita del titolo dall’Euro Stoxx 50 dopo 28 anni (sostituito da Nokia), non ha esaurito i suoi effetti in una sola seduta. L’azione Volkswagen (Xetra: VOW3) risulta scesa di quasi il 13% nell’arco dei cinque giorni terminati il 24 settembre, passando da circa 76,5 a 70,4 euro; Porsche AG ha retto leggermente meglio, con un calo di circa l’8,3% nello stesso periodo. Le indiscrezioni di Handelsblatt su nuovi tagli occupazionali in Porsche, smentite dal ceo Michael Leiters in una nota interna, non sono bastate a fermare la pressione sul titolo.
Il balzo del 17% messo a segno da Arm Holdings lunedì 21 settembre, innescato dalla fiducia espressa dall’ad Rene Haas nel superare l’obiettivo di 2 miliardi di dollari di domanda per il chip AGI CPU, si è in parte riassorbito nei giorni successivi. Il titolo (Nasdaq: ARM) ha chiuso la seduta di giovedì 24 settembre a 306,34 dollari, in calo del 7,88% su base settimanale, per poi recuperare nel premarket di venerdì. La capitalizzazione resta comunque sopra i 300 miliardi di dollari, ma il prezzo obiettivo medio degli analisti (288,71 dollari secondo la stessa fonte) è ormai inferiore alle quotazioni attuali: un segnale di un mercato diviso sulla sostenibilità del rally. [...]
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