Giovedì il consiglio di amministrazione di Trevi - Finanziaria Industriale ha approvato il comunicato dell’emittente relativo all’offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria lanciata da Webuild, definendo il corrispettivo offerto «non congruo» dal punto di vista finanziario e l’operazione nel complesso «non conveniente per gli azionisti». È la seconda bocciatura in meno di un mese: il 10 settembre lo stesso CdA aveva già respinto, con motivazioni analoghe, l’offerta pubblica di scambio (Ops) proposta dal concorrente Icop, che prevede 0,133 azioni Icop per ogni azione Trevi, con un valore implicito che al lancio si aggirava intorno ai 4,16 euro per azione.
Webuild, colosso italiano delle infrastrutture, offre 4,50 euro per azione in contanti, un premio dichiarato del 29,8% calcolato però sul prezzo di chiusura del 26 giugno 2026, prima sia dell’annuncio dell’offerta Icop sia del completamento di un aumento di capitale di Trevi. Il CdA fa notare che, calcolato su parametri più recenti, il premio si riduce sensibilmente: 7,1% sul prezzo di annuncio dell’operazione, 5,2% sulla media a sei mesi, appena 1,4% su quella a dodici mesi. Dalla data di annuncio dell’offerta, sottolinea il comunicato, il mercato ha sempre attribuito alle azioni Trevi un valore superiore al corrispettivo proposto. [...]
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