Ci sono società che la Borsa punisce perché manca la crescita, altre perché gli ordini rallentano o i margini si assottigliano. Il caso Fincantieri è più difficile da leggere. Il gruppo gode di una visibilità industriale rara, ha un carico di lavoro che si misura in decine di miliardi e nel frattempo ha migliorato sia la redditività sia il risultato netto. Eppure le quotazioni raccontano tutt’altra storia.
Alla chiusura del 25 settembre il titolo valeva 11,78 euro, dopo aver superato nel corso del 2026 quota 20 euro. Da inizio anno la perdita sfiora il 30% e rispetto ai massimi degli ultimi dodici mesi il ridimensionamento è ancora più marcato. Una dinamica che, almeno a prima vista, stride con un gruppo che ha portato il carico di lavoro complessivo a quasi 74 miliardi di euro, con 92 navi in portafoglio e consegne programmate fino al 2039. [...]
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