Venerdì sera, a mercati chiusi, Moody’s ha confermato il rating sovrano dell’Italia a Baa2 con outlook stabile, lo stesso livello raggiunto con la promozione del novembre 2025. La revisione, secondo il comunicato, "non annuncia un’azione di rating né indica una probabile azione nel breve periodo", ma rivede al rialzo le stime di crescita per il 2026 a +0,8% del Pil, dopo un primo semestre a +0,9%. Confermate le previsioni di deficit al 3% del Pil nel 2026 e al 2,9% nel 2027, con un debito pubblico atteso stabilizzarsi intorno al 138% nel biennio, prima di iniziare a scendere gradualmente.
Tra i fattori citati a sostegno del giudizio, Moody’s indica un’economia "ampia, diversificata e a reddito elevato, con una forte base di investitori interni" in grado di assorbire la maggior parte del debito pubblico, l’appartenenza a Ue ed eurozona e "solidi avanzi primari"; pesa invece negativamente "l’elevato debito pubblico italiano, che limita la flessibilità di bilancio". [...]
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