Secondo le prime stime della Borsa dei cereali di Buenos Aires, la campagna 2026/27 potrebbe portare la produzione argentina di granaglie a 158 milioni di tonnellate, contro i 157 della stagione appena chiusa, con un valore dell’attività economica legata al settore di 54 miliardi di dollari (quasi il 6% in più) ed esportazioni stimate in 41 miliardi. Per il governo di Javier Milei è una notizia preziosa, perché i prodotti agricoli e agroindustriali valgono ancora poco più della metà dei 67 miliardi di dollari di merci esportate dal Paese tra gennaio e agosto, nonostante la crescita di idrocarburi e miniere. Si tratta di una economia molto sbilanciata sulle materie prime.
Nella stagione 2022/23 una siccità tra le peggiori della storia moderna argentina aveva fatto crollare il raccolto a circa 94 milioni di tonnellate, con la soia scesa a meno della metà dell’anno precedente. Oggi il frumento ha toccato il record di 27,8 milioni di tonnellate e il mais è stimato dal governo a 71,7 milioni, quasi il 20% sopra il massimo precedente. Una ottima performance influenzata da diversi fattori. [...]
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