Eni ha annunciato un tetto volontario sui prezzi della benzina a €1,99 e del gasolio a €2,19. L’operazione ha un effetto collaterale tutt’altro che secondario, ma invece che guardare la cosa dal punto di vista politico domandiamoci: in borsa cosa potrebbe succedere? Beh, anche qui tutt’altro che scontato. La mossa di Eni va letta su due livelli distinti, e confonderli significa perdere il punto centrale della vicenda.
Il primo livello è quello visibile. Un tetto volontario ai prezzi del carburante accolto anche da IP (Italiana Petroli, controllata dalla compagnia petrolifera statale azera) che insieme a Eni presiede oltre il 40% della rete distributiva nazionale. L’Unione Nazionale Consumatori ha osservato con puntualità che l’impatto sulle medie nazionali è risultato "decisamente ridotto". [...]
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