Mentre i rendimenti dei Treasury americani a 30 anni sfiorano il 5,5% ci si potrebbe chiedere se i mercati non stiano rileggendo, quasi inconsapevolmente, un copione già visto nel 1999, quando la combinazione di euforia tecnologica, inflazione vischiosa e Fed in modalità restrittiva preparò il terreno per uno dei crolli più severi della storia moderna, ma con delle motivazioni che ricordano quasi di più il 2007.
Il parallelo con il 1999 che molti analisti sembrano evitare di nominare esplicitamente si regge su tre pilastri che oggi coesistono con una coerenza quasi scomoda: un ciclo di rialzo dei tassi in corso, un’inflazione persistentemente al di sopra del target, e un mercato azionario sostenuto da una narrativa tecnologica concentrata in pochi titoli. [...]
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