Dal 19 al 23 ottobre 2026 il Tesoro colloca per la prima volta due BTP Valore in contemporanea, uno con cedole trimestrali crescenti, l’altro - il nuovo BTP Valore Insieme - con un’unica cedola pagata a scadenza. Il Ministero dell’Economia ha precisato che i due titoli, pur diversi nella tempistica dei pagamenti, offriranno "rendimenti equivalenti dal punto di vista finanziario", un’affermazione tecnicamente corretta ma che va capita bene. Perché "equivalente" non significa che, dopo 5 anni, i due risparmiatori si ritroveranno con la stessa somma in tasca: i due titoli possono avere lo stesso rendimento finanziario all’emissione, ma non producono lo stesso profilo di flussi di cassa.
Quando il Tesoro dice che i due titoli avranno lo stesso rendimento, il metodo più plausibile - anche se il comunicato ufficiale non lo specifica - è il TIR (tasso interno di rendimento), cioè il tasso che rende il valore attuale di tutti i flussi di cassa futuri di un titolo pari al prezzo pagato oggi. È lo stesso concetto comunemente usato per calcolare il rendimento a scadenza di qualsiasi obbligazione, cedolare o meno. [...]
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