Oggi l’azione Iveco Group viaggia a Piazza Affari intorno ai 14,275 euro, leggermente sopra il prezzo di 14,10 euro per azione offerto da Tata Motors nell’offerta pubblica di acquisto (Opa) lanciata il 7 settembre sul gruppo dei veicoli commerciali. È un dettaglio che di norma non ci si aspetterebbe di vedere a un mese dalla scadenza di un’operazione di M&A in contanti, il prezzo di un titolo oggetto di un’offerta tende infatti a convergere verso il prezzo dell’offerta stessa, restando leggermente sotto per riflettere il rischio residuo che l’operazione non si chiuda nei tempi o nei modi previsti.
Secondo i dati diffusi da Borsa Italiana, al 29 settembre le richieste di adesione all’Opa hanno raggiunto 76.346.057 azioni, pari al 28,15% del capitale oggetto dell’offerta, in crescita rispetto al 27,89% del 24 settembre e al 27,73% del 21 settembre. Il grosso dell’adesione, però, non è arrivato da un flusso ordinato di piccoli azionisti: nei primissimi giorni dell’offerta (7-11 settembre) le adesioni erano ferme sotto lo 0,1% del capitale, per poi balzare oltre il 27% a metà settembre, salto compatibile con l’ingresso in adesione della quota della holding della famiglia Agnelli-Elkann, Exor, che possiede circa il 27,06% del capitale ordinario e il 43,19% dei diritti di voto di Iveco e si era impegnata irrevocabilmente, fin dal lancio dell’operazione, a portare in adesione l’intera partecipazione. [...]
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