Il rapido invecchiamento della popolazione è uno dei grandi temi del nostro tempo: con una trasformazione in atto così profonda sarebbe ingenuo pensare che tutto abbia conseguenze legate soltanto alla semplice questione demografica. Oltre alla denatalità e all’elevata età media della cittadinanza, infatti, l’Italia ha gli stessi problemi anche quando si parla di imprenditoria. Il sistema produttivo riflette e amplifica le dinamiche demografiche del Paese, con un tessuto di imprese che fatica a rinnovarsi. Detto in altri termini, le poche nuove "nascite" riguardano anche le aziende, mentre gli imprenditori che guidano quelle esistenti sono sempre più anziani, mettendo a rischio la continuità e la vitalità del tessuto economico nazionale.
Eurostat tiene traccia della demografia delle imprese europee. Lo stock, ossia il totale delle imprese presenti in Ue, deriva ogni anno dai flussi delle nuove registrazioni e delle cessazioni di attività. Naturalmente, finché le aperture superano le chiusure, continua a crescere. Tuttavia lo stock non è l’unico dato che conta. Anche se le registrazioni continuano a essere più numerose delle cessazioni (come nel caso dell’Italia), a dare qualche indicazione eloquente è il tasso di nascita delle imprese, ossia la quota annua di nuove aperture sul totale delle imprese. È soprattutto questo indicatore a fornire informazioni importanti su quanto il tessuto imprenditoriale nazionale è vivace e improntato al rinnovamento o se, al contrario, è più stagnante. [...]
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